L’importanza dell’industria in Italia: motore di sviluppo e innovazione
L’industria italiana è il secondo sistema manifatturiero tra quello dei 27 Paesi membri della UE. Il settore industriale rappresenta il cuore pulsante dell’economia nazionale ed è trainato da ambiti di eccellenza, come metalmeccanica e agroalimentare.
I fattori chiave che evidenziano l’importanza dell’industria italiana e la rendono un motore di sviluppo insostituibile, per il Paese, sono svariati: dalla leadership all’export, dall’innovazione alla sostenibilità e dalla capillarità alla coesione territoriale.
La struttura del sistema industriale del nostro Paese e i suoi settori chiave
Il ruolo giocato dall’industria nell’economia del nostro Paese è di assoluto primo piano. I governi che si sono succeduti, dal dopoguerra in avanti, hanno sempre investito in questo ambito, trovando come interlocutori imprenditori abili e capaci. Questi hanno dato vita a realtà grazie alle quali il PIL è cresciuto verticalmente, lungo la penisola, negli ultimi 60 anni, conferendo prestigio e importanza all’industria in Italia oltre a favorire occupazione ed esportazioni.
Tra i settori chiave del sistema industriale italiano annoveriamo la meccanica, il manifatturiero avanzato e l’automazione. Il sistema Paese si articola secondo una netta predominanza di piccole e medie imprese, che indichiamo con l’acronimo PMI, spesso organizzate in distretti industriali localizzati sul territorio. Questa segmentazione del sistema produttivo è responsabile del successo e dell’importanza dell’industria italiana. I distretti si caratterizzano per le realtà che ne fanno parte; le quali competono naturalmente tra loro, ma crescono anche insieme, ispirandosi al competitor e desiderando superarlo, nell’ambito della tecnologia, in quello della popolarità e, soprattutto, relativamente al successo imprenditoriale.
La specializzazione produttiva e la flessibilità di imprese piccole e medie, capaci di mantenersi agili e pronte ad affrontare il cambiamento, ha fatto in modo che il sistema industriale del nostro Paese riuscisse ad affrontare sempre al meglio le sfide che gli si sono poste innanzi, nel corso del tempo.
Esempi, dati e scale valoriali del settore industriale industriale italiano
La qualità, l’innovazione e il design rappresentano i valori chiave dell’industria Made in Italy e le garantiscono, da tempo, un posizionamento competitivo e strategico globale: si pensi solo all’alta moda o al food.
L’integrazione tra tradizione e innovazione è un ulteriore punto di forza e di importanza del sistema industriale italiano. L’ultimo passo verso il futuro di questo settore è stato compiuto quando si è trovato un punto d’incontro tra il know how storico e artigianale e la tecnologia dell’industria 4.0, che ha inserito nel comparto industriale digitalizzazione, automazione e nuovi materiali. Questa nuova frontiera ha avuto un impatto senza precedenti su filiere produttive, fornitori e servizi collegati, ma non ha certo risolto tutte le sfide del settore industriale.
Sostenibilità, transizione energetica e mantenimento del livello di competitività raggiunto sui mercati globali, oggi facilmente raggiungibili perché a portata di clic, rappresentano le principali difficoltà che ogni imprenditore trova sulla sua strada.
Svecom: una storia di successo e orgoglio Made in Italy
Nel panorama di successo della nostra industria si colloca anche Svecom. Il gruppo vicentino, nato come piccolo laboratorio artigiano frutto della collaborazione di tre soci (che, non a caso, si chiamava Piccolo Espansibile), è diventato Svecom nel 1968 e si è presto posizionato come marchio leader nel settore dello svolgimento e dell’avvolgimento di bobine. L’azienda si è espansa ulteriormente a metà degli anni ‘80, quando alcuni parenti della famiglia Marin emigrati in America hanno fondato l’azienda Goldenrod Corporation, che opera ancora oggi come branca nordamericana.
Negli ultimi anni, il gruppo si è ingrandito ancora e oggi conta tre unità ulteriori: Mantec, oggi fusa con Svecom Ski; Svecom Parking Solutions e Garioni Naval. Il gruppo, forte di 200 dipendenti; 25mila metri quadrati di area produttiva e una rete commerciale attiva in tutto il mondo, si trova chiamato a preparare il passaggio di consegne tra la seconda e terza generazione, pronto a continuare la sua missione di efficienza e semplicità operativa nell’avvolgimento e svolgimento con rinnovate energie.
Svecom sa bene che l’industria rappresenta una leva strategica per la crescita economica, l’occupazione qualificata e lo sviluppo a lungo termine del sistema Italia. E oggi desidera continuare a scrivere la sua storia di successo nel settore industriale, quello che traina il welfare e la stabilità del nostro Paese.
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